L’Argentina ha superato i tre milioni di contagi da coronavirus dall’arrivo della pandemia nel paese, il 3 marzo del 2020. Con l’ultimo bollettino del ministero della Salute sono con precisione 3.005.259 mentre il numero dei decessi è salito a 64.252. Sono 2.676.197 i pazienti dichiarati guariti, corrispondendo a oltre l’89 per cento del totale dei casi.

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Il ministro della Salute, Carla Vizzotti

Al pari del resto della regione sudamericana, l’Argentina si trova in piena seconda ondata di Covid, confermandosi undicesimo paese al mondo per numero di casi. E costringendo il governo nazionale a ricorrere a nuove misure restrittive.

Continua, intanto, il piano di vaccinazione. Sono oltre dieci milioni le dosi arrivate sul territorio nazionale con un totale di somministrazioni appena superiore agli otto milioni, ma sotto il milione chi ha già avuto accesso alla seconda dose.


Non si attenua, di conseguenza, la pressione sulle strutture sanitarie, ormai in affanno e in modo particolare le terapie intensive. Di oltre il 68 per cento è il tasso di occupazione a livello nazionale, ma superiore al 76 per cento nell’area metropolitana di Buenos Aires, zona del paese più colpita anche dalla seconda ondata di Covid. Mai così prima d’ora. Nei giorni scorsi lo stesso allarme era stato lanciato dalle autorità della città di Buenos Aires, segnalando la difficoltà nelle strutture pubbliche e private.

Identica appare ancora la distribuzione del coronavirus sul territorio. Anche l’ultimo bollettino evidenzia che la metà dei nuovi casi è localizzata nella provincia di Buenos Aires, seguita dalla capitale, poi Córdoba, Santa Fe e in misura minore nelle altre province. Con numeri più alti della media a Tucumán, al nord del paese, e a San Luis, nella parte occidentale.

Si spegne la luminosa Puerto Madero. Chiudono locali celebri della movida di Buenos Aires

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