Individuate, per la prima volta, le varianti del nuovo coronavirus indiana e sudafricana in Argentina. La conferma è arrivata dal ministero della Salute attraverso l’istituto di analisi Malbrán di Buenos Aires. I tre casi sono stati accertati attraverso i controlli di routine che vengono effettuati a tutti viaggiatori in ingresso all’aeroporto internazionale della capitale.

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Stando alle comunicazioni del ministero, le diverse varianti considerate prioritarie sono individuate in quasi il 50 per cento dei test ma finora non si erano verificate positività alle vsarianti indiane classificate come B.1.617.2 e B.1.617.1 e alla B.1.351 sudafricana.

Nei primi due casi si tratta di minori in arrivo da Parigi e residenti nella città di Buenos Aires, mentre il terzo è un 58enne proveniente dalla Spagna e residente nella provincia patagonica di Río Negro. Tutti sono arrivati allo scalo di Ezeiza il 24 aprile.


I casi di coronavirus in Argentina finora accertati dall’inizio della pandemia sono 3.147.740 – undicesimo paese al mondo per numero di contagi – mentre sono 67.325 i decessi. La seconda ondata sta mettendo a dura prova le strutture sanitarie pubbliche e private su tutto il territorio nazionale. Tra gli elementi di criticità dell’attuale situazione c’è il livello di occupazione delle unità di terapia intensiva, in alcuni casi prossime alla soglia massima.

Alcune strutture delle province di Buenos Aires, Mendoza, Neuquén, San Juan, Entre Ríos e sul territorio autonomo della capitale – segnala la Società argentina di terapia intensiva – alla data del 7 maggio hanno superato il 90 per cento di occupazione delle unità disponibili.

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