Alle 5 del 25 febbraio, ora locale, in Argentina è scattato il nuovo protocollo sul Coronavirus all’arrivo del volo Aerolíneas Argentinas all’aeroporto di Buenos Aires. La stessa procedura applicata, poco più tardi, quando a Ezeiza è atterrato il volo Alitalia. Si tratta di misure decise dal governo argentino dopo i numerosi casi accertati nel nostro paese.

Come anticipato dal ministro della Salute, Ginés González García, i dodici voli diretti settimanali operati da Alitalia e Aerolíneas Argentinas proseguiranno normalmente, con la sola novità che vengono dislocati in una piattaforma diversa dal resto degli aerei e i passeggeri vengono sottoposti a controlli speciali.


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Subito dopo l’atterraggio, funzionari della sanità, dotati di dispositivi di protezione ad hoc, accedono all’aeromobile sottoponendo i passeggeri ad alcune domande sul proprio stato di salute e sulle città italiane in cui sono stati negli ultimi 14 giorni. Prima di sbarcare, inoltre, i viaggiatori in arrivo dall’Italia sono chiamati a compilare una autocertificazione con la quale viene chiesto se presentano o hanno presentato negli ultimi dieci giorni sintomi compatibili col Coronavirus. Con l’atto, i passeggeri si impegnano a informare le autorità argentine in caso di successiva comparsa dei sintomi.


A differnza di ciò che accade in altri scali aeroportuali del mondo, al ‘Ministro Pistarini’ di Ezeiza i viaggiatori in arrivo non vengono sottoposti al controllo della temperatura corporea, nonostante sia uno dei sintomi principali del Coronavirus. Come spiegato dai funzionari argentini del settore sanità non si tratta di una verifica attendibile giacché è sufficiente assumere un antipiretico un’ora prima dell’arrivo per contenere la temperatura entro i livelli normali o essere conseguenza di una normale influenza.

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Inoltre, secondo il ministro anche in Italia il metodo non ha avrebbe garantito certezza: “In Italia è stato messo in atto uno spiegamento di forze straordinario” e il fatto di essere riusciti a controllare la temperatura di 2,5 milioni di persone ha tuttavia dato “risultati non specifici e falsi positivi”. “Non tutte le misure sono utili e c’è abbastanza incertezza”, ha concluso González García.

Il dispositivo messo in atto all’aeroporto internazionale di Buenos Aires prevede che eventuali passeggeri con sintomi compatibili al Coronavirus vengano separati dagli altri e sottoposti ad accertamenti specifici. A tal fine è necessario che il passeggero manifesti febbre alta e disturbi respiratori. In caso contrario, i sanitari non sono autorizzati all’uso del tampone.

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