Si aggrava il bilancio del coronavirus in Argentina: i decessi salgono alla cifra di 50.029. Con l’ultimo bollettino del ministero della Salute, i nuovi casi accertati sono 7.151 (con 155 morti) aggiornando il totale dei contagi a 2.015.496 in undici mesi di pandemia. A livello mondiale l’Argentina è al dodicesimo posto nella statistica dei paesi colpiti dal Covid-19. Dei 155 ultimi morti, più della metà (82) sono nella provincia di Buenos Aire e nove nella capitale.

coronavirus in argentina 50mila morti pandemia riapertura scuole

La tendenza dei nuovi contagi conferma la recente distribuzione dell’epidemia nel paese. La provincia di Buenos Aires, la più popolosa del paese, ne conta 3.207 mentre sono 812 nella città di Buenos Aires. Nella provincia di Catamarca sono 122, Chaco 119, Chubut 232, Corrientes 56, Córdoba 649, Entre Ríos 169.


Sono invece 25 i nuovi casi nella provincia di Formosa, Jujuy 35, La Pampa 71, La Rioja 29, Mendoza 144, Misiones 105, Neuquén 310, Río Negro 155, Salta 91, San Juan 61, San Luis 10, Santa Cruz 121, Santa Fe 330, Santiago del Estero 52, Terra del Fuoco 47 e 199 nella provincia di Tucumán.


Si conferma anche il livello di occupazione dei posti di terapia intensiva, al 54,6 per cento in tutto il paese, mentre l’area più attenzionata dai tecnici, l’area metropolitana di Buenos Aires, è al 59,8 per cento.

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Nonostante la curva epidemiologica non accenni a flettere, il governo nazionale conferma la riapertura della scuole, il ritorno alla didattica in presenza mettendo in essere tutti i protocolli di sicurezza necessari. A tal fine, è stato lo stesso presidente, Alberto Fernández, a sottolineare la necessità di accelerare la vaccinazione del personale scolastico. Secondo il ministro dell’Istruzione, Nicolás Trotta, ci sono le condizioni per tornare nelle aule in tutto il paese.

Le autorità nazionali e provinciali, tuttavia, non nascondo la loro preoccupazione soprattutto per i mesi di marzo e aprile quando, oltre alle scuole, tornerà alla normalità anche la macchina della giustizia, con la riapertura totale dei tribunali.

C’è chi, come il numero due della Salute della provincia di Buenos Aires, ritiene che quella in corso non sia la seconda ondata di coronavirus in Argentina ma un sseguito della prima. Temendo una forte ondata per il mese di maggio, col ritorno dei mesi freddi.

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