Non è una seconda ondata di coronavirus in Argentina, o forse non lo è ancora. Ma i numeri e la curva in salita preoccupano le autorità nazionali e dei vari distretti provinciali. Anche perché laggiù è estate e tutti si attendevano un momento di tregua. Che, evidentemente, non c’è stata. Dal 20 dicembre i dati sono andati peggiorando e negli ultimi giorni risultano tre volte superiori. Effetto, dicono gli esperti, del recente ammorbidimento delle misure e degli assembramenti dello svago estivo.

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I casi di coronavirus in Argentina finora registrati sono 1.676.171, corrispondendo al dodicessimo paese al mondo come numero di contagi, guariti compresi. E le vite che l’Argentina ha sacrificato nella lotta alla pandemia sono tante, 43.976. Sono soprattutto sei i distretti che presentano il più alto tasso di crescita dei contagi nelle ultime due settimane: Formosa, Jujuy, Santiago del Estero, città di Buenos Aires, Entre Ríos e provincia di Buenos Aires.


Di nuove misure si è parlato nei giorni scorsi, l’esecutivo di Alberto Fernández non le ha mai esclude. E ha trovato d’accordo i 24 governatori di province e città autonoma di Buenos Aires. Anzi, qualcuno si era già mosso decretando limitazioni alla popolazione alla conferma che la situazione stava peggiorando. Anche i tecnici che assistono il governo avevano suggerito quello che chiamano ‘toque de queda sanitario’, uno stop alla libera circolazione durante una parte della giornata.


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Un coprifuoco, sostanzialmente, che permetterà di vivere, almeno per ora, il periodo estivo in condizioni accettabili. A partire da venerdì 8 gennaio, la circolazione sarà vietata – salve le dovute eccezioni – in tutto il paese dalle 23 alle 5 del mattino, fino a un miglioramento della situazione generale. Pressioni arrivano da proprietari e gestori di ristoranti. bar e affini affinché lo stop cominci dalle 24.

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Nel decreto, di imminente emanazione, viene comunque stabilito un livello minimo di contagi in presenza del quale disporre eccezioni alla misura drastica. Pensali le conseguenze della violazione del coprifuoco, prevedendo anche multe e sequestro dei veicoli.

Prosegue, nel frattempo, la campagna di vaccinazione in tutto il paese. È solo l’inizio, una speranza, ripetono le autorità politiche e sanitarie. Comprensibile la stanchezza della popolazione, chiamata a rispettare restrizioni per nove mesi prima di un alleggerimento alle porte dell’estate. Ma il paese guarda alle esperienze oltre confine. Non solo Europa e Stati Uniti: il Covid-19 ha ripreso a correre anche nei vicini Brasile e Uruguay.

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