Coronavirus in Argentina – I contagi continuano a salire: l’ultimo bollettino del ministero della Salute parla di 114 decessi e 6.127 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore monitorate. Un dato che preoccupa e che, non affatto escluso dalle autorità nazionali e locali – potrebbe portare a un nuovo inasprimento delle misure di contenimento. Dal 18 luglio, difatti, la parte del paese più colpita, l’Area metropolitana di Buenos Aires, sta sperimentando un regime di flessibilità. Ma se la curva pandemica non dovesse accennare una discesa nei prossimi giorni il ritorno alla chiusura potrebbe essere inevitabile.

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I casi di coronavirus in Argentina, dall’inizio della pandemia i primi di marzo, sono così saliti a 148.027 per un totale di decessi pari a 2.702. Ad aver superato la malattia sono in 62.815, pari al 42,43 per cento dei casi totali. A preoccupare è il livello di occupazione dei posti letto di terapia intensiva, che attualmente ospitano 913 pazienti. In tutto il paese si parla del 55,4 per cento, ma la percentuale sale al 64 nell’area metropolitana di Buenos Aires. Quello continua a essere il centro dell’epidemia. La sola capitale ha finora totalizzato 50.559 casi con 1.050 morti.


È evidente anche nei dati delle ultime 24 ore. Di quei 6.127 il 90,80 per cento (5.567) sono localizzati tra Buenos Aires e provincia. Il dettaglio mostra agevolmente le proporzioni tra quella zona e le altre province argentine. Nell’ultima giornata, luogo e nuovi casi: provincia di Buenos Aires (4.300), città di Buenos Aires (1.267), provincia di Jujuy 158, Córdoba 102, Río Negro 54, Mendoza 52, Chaco 51, Santa Fe 34, Entre Ríos 31, Neuquén 25, Santa Cruz 24, La Rioja 9, Corrientes 4, 2 a Santiago del Estero, Terra del Fuoco, Misiones e San Juan. Solo un nuovo caso nelle province di Chubut, Formosa, San Luis e Salta e nessuno a Catamarca, La Pampa e Tucumán.


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Ginés González García

Da parte sua, il ministro della Salute, Ginés González García, punta il dito contro quella fetta di popolazione che, seppure minoritaria, non ha comportamenti adeguati al momento di emergenza sanitaria. “Molto di quello che sta succedendo oggi è frutto di assembramenti per asado, mate e riunioni”, ha detto ricordando che “la responsabilità individuale è fondamentale”. E anche le previsioni su Buenos Aires non confortano, come ha avvertito Fernán Quirós, ministro della Salute della capitale: “Buenos Aires si deve preparare alle settimane più dure nella lotta al coronavirus”.

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