L’Argentina può dirsi fortunata, almeno rispetto ad altri paesi dell’America Latina: i casi di coronavirus sono 22.794 e hanno finora provocato 670 decessi in tutto il paese. L’indice di mortalità è finora del 2,93 per cento, vale a dire un morto ogni 65.671 abitanti. Il confronto con il Brasile – paese più problematico della regione – è utile: nel apese verdeoro è di un morto ogni 5.820 abitanti.

Ciononostante il governo guidato da Alberto Fernández, seppure con differenze rispetto alle varie aree del paese, ha recentemente esteso il periodo di quarantena fino al 28 giugno. Ma per una parte dell’Argentina – popolosa ed economicamente rilevante – potrebbe non finire in quella data.

Le misure di distanziamento sociale in Argentina si protraggono ormai dal 20 marzo, con non poco malumore manifestato dai settori produttivi e dalla stessa popolazione che le ritiene sproporzionate rispetto alla situazione reale di contagio di Covid-19. Alla base della nuova proroga, come spiegato nel testo del decreto, soprattutto la necessità di assicurare la adeguatezza del sistema sanitario nazionale alla condizione nel paese.


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Buenos Aires, manifestazione contro le misure restrittive

Sin dal principio, la situazione epidemiologica in Argentina presenta enormi differenze di distribuzione dei contagi. A presentare indici maggiori sono Buenos Aires, la sua area metropolitana, Trelew (provincia di Chubut), Córdoba, Resistencia (Chaco), Bariloche y General Roca (Río Negro).

È per questo che il viceministro della Salute della provincia di Buenos Aires, Nicolás Kreplak, ha annunciato che nella capitale e nel suo hinterland la quarantena potrebbe estendersi fino ad agosto, senza tuttavia precisare il momento preciso del mese.

A differenza di ciò che accade nel resto del paese, ha segnalato, i casi di coronavirus continuano ad aumentare. Quilmes, Lanús e Avellaneda sono le località con i maggiori focolai della provincia. “Se i contagi non cominciano a diminuire è un problema per il sistema sanitario della provincia”, chiarisce, manifestando contrarietà alle eccezioni recentemente decise per la città di Buenos Aires.

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