L’Argentina inaugura una nuova fase da lunedì 30 novembre: il presidente, Alberto Fernández, ha annunciato un generale cambio di misure anti Covid per tutto il paese. Il coronavirus in Argentina ha finora totalizzato oltre 1,4 milioni di contagi dall’inizio della pandemia, nono paese al mondo per numero di casi, con oltre 38mila morti.

coronavirus in argentina fine lockdown misure distanziamento dicembre

Con la curva in calo e l’approssimarsi dell’estate australe, il governo di Buenos Aires ha disposto che le misure di isolamento sociale, preventivo e obbligatorio continueranno ad applicarsi fino al 20 dicembre. Con l’avvio della prima fase di quarantena il 20 marzo, l’Argentina arriva così a nove mesi di restrizioni, nonostante le varie eccezioni e differenze tra le diverse aree del paese.


Solo due le città che, invece, che restano alla fase più stringente dell’isolamento, vera e propria quarantena. Si tratta di Bariloche, nella provincia di Río Negro, e Puerto Deseado, Santa Cruz. La decisione segue al parziale ritorno alla normalità nella capitale Buenos Aires e nella sua area metropolitana, ormai non più il centro, quasi esclusivo, dell’epidemia nel paese.


Si passa a una maggiore flessibilità per riunioni in domicili privati, possibilità di esercitare attività sportive di gruppo amatoriali, ritorno a eventi pubblici con presenze limitate e protocolli ad hoc. Prosegue il ritorno alla didattica in aula e si riaprono le università, mentre per l’uso del trasporto pubblico, finora limitato ai lavoratori essenziali, sono allo studio nuovi criteri più ampi.

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Intanto, sul fronte dei vaccini prosegue l’attività di programmazione con il governo che prevede l’inizio delle somministrazioni a gennaio. Sono diversi i contatti tra l’esecutivo e le case farmaceutiche ma sembra più avanti la trattativa con la Russia per lo Sputnik V.

Nei piani del governo la priorità è per il personale sanitario, forze armate e di polizia, docenti, gli ultrasessantenni e chi è affetto da patologie serie. Fernández si sbilancia sottolineando la necessità di vaccinare 13 milioni di argentini tra gennaio e marzo del 2021 in modo da attutire una eventuiale seconda ondata di coronavirus in Argentina con l’arrivo dell’autunno.

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