Anche l’ultimo bollettino del ministero della Salute traccia un quadro ancora preoccupante sul coronavirus in Argentina. Le vittime registrate nelle ultime 24 ore sono 84 (cifra record di 241 nella giornata precedente), portando il dato complessivo a 5.088 dall’inizio della pandemia, i primi di marzo. I nuovi contagi accertati sono 7.043 e 260.911 sono i casi totali individuati nel paese (superando l’Italia), con 187.283 che già risultano avere superato la malattia. Gli esperti sanitari, dal canto loro, avvertono che ormai i casi di decesso non sono più limitati alle fasce d’età più alte.

coronavirus in argentina morti contagi quarantena 30 agosto

Sono invece 1.585 i pazienti in cura presso le unità di terapia intensiva delle varie strutture ospedaliere, ma l’83 per cento di essi è concentrato tra capitale e provincia di Buenos Aires, confermando ancora una volta che è quello il centro della pandemia in Argentina. Difatti, a livello nazionale il livello di occupazione dei posti di terapia intensiva è al 58 per cento, ma nell’area metropolitana di Buenos Aires ha ormai raggiunto il 69 per cento. Con il timore delle autorità di arrivare al 90 per cento a fine agosto se la curva dei contagi non dovesse accennare la sperata discesa.


Coronavirus in Argentina, verso proroga della quarantena al 30 agosto

Ed è anche quello il centro delle riflessioni sull’altro aspetto della pandemia, quello delle misure di contenimento. L’Argentina, a fasi alterne e con periodi di diversa applicazione tra le varie aree a seconda della circolazione del virus, vive la sua quarantena ormai dal 20 marzo. L’ultimo decreto la prescrive fino al 16 agosto, ma già si parla di una ulteriore proroga.


La discussione, per le ragioni individuate, è tra il presidente, Alberto Fernández, il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, e quello della capitale, Horacio Rodríguez Larreta. I punti di vista sono diversi, con la massima autorità di Buenos Aires a chiedere maggiore flessibilità per le attività economiche ormai stremate, seppure non abilitando quelle realtà ricreative.

Le previsioni vanno verso una estensione delle misure al 30 agosto, facendo così abbondantemente superare i cinque mesi. Con tutte le difficoltà del caso, tra richieste di un ritorno alla vita (quasi) normale, aiuti all’economia, deroghe. Il presidente Fernández ammette di comprendere “la stanchezza della gente, ma mi affido alla capacità di riflessione di ognuno”.

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L’imperativo del governo è quello di proteggere la salute dei cittadini, lo sostengono dal principio. Sa che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il centro della pandemia è ora il continente americano., Ma si scontra con comportamenti non corretti, che hanno portato l’esecutivo a vietare ogni forma di aggregazione al di fuori del nucleo familiare (Coronavirus Argentina, vietate riunioni in tutto il paese. Appello alla responsabilità individuale).

Ciononostante si registrano resistenze da parte dei sindaci delle località a ridosso di Buenos Aires argomentando sul rifiuto della gente a sopportare ulteriori limitazioni. Ma l’intenzione del governo nazionale sembre essere questa, soprattutto in quella porzione di paese. Si chiede pazienza, comprensione, prudenza. Per altre due settimane.

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