Sono 1.715 contagiati e 63 i decessi alla mattina dell’8 aprile: è l’aggiornamento della situazione coronavirus in Argentina, probabilmente con dati sottostimati, riflessione ormai condivisa da diversi paesi. Numeri contenuti che, tuttavia, impone prudenza all’esecutivo. Di qui la decisione del presidente, Alberto Fernández, di prolungare la quarantena obbligatoria, inizialmente prevista fino al 31 marzo, poi allungata al 12 aprile.

coronavirus in argentina proroga quarantena fernandez buenos aires

La priorità del governo è evitare che l’Argentina possa trovarsi ad affrontare un livello epidemico simile a quello di Italia, Spagna, Francia e Stati Uniti comprensibilmente ingestibile per il sistema sanitario del paese sudamericano. Tuttavia, con la collaborazione dei sindacati, sono in via di definizione nuove eccezioni al parziale lockdown dando la possibilità di esercitare alcune attività economiche. Fernández ribadisce: “Continuo a pensare la stessa cosa, prima la salute degli argentini e poi l’economia”, evitando eccessiva apertura che potrebbe far precipitare la situazione sanitaria.


Per il momento, la fine dell’isolamento è prorogata al 23 aprile, ma il governo attende l’evoluzione della curva dei contagi nei prossimi giorni per decidere se prolungare ulteriormente la quarantena obbligatoria. Di pari passo al suo trend si deciderà se autorizzare nuove eccezioni nel comparto produttivo, al fine di mitigare, nei limiti del possibile, l’impatto del coronavirus sull’economia nazionale.


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La decisione di Fernández è legata a tre fattori: il parere del comitato scientifico, la priorità di mantenere la salute pubblica come unico obiettivo nella lotta alla pandemia e il consenso da raggiungere con i governatori delle province e i sindaci del Conurbano. Difatti, sin dal principio, per ragioni demografiche e socio-economiche, a preoccupare maggiormente è l’area di Buenos Aires, intesa come capitale e conurbazione: è in questa parte del paese che i numeri sono più preoccupanti, concentrando una buona metà dei casi di Covid-19 finora accertati.

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È per questo che, come ha sottolineato lo stesso mandatario, nella capitale e nella sua area metropolitana la quarantena sarà ordinata a criteri di maggiore rigore, ma in linea generale in tutti i grandi centri urbani. Negli ultimi giorni, le autorità nazionali e locali hanno accertato la non sufficiente conformità alle prescrizioni del governo, fino a stabilire, tra le altre cose, il massimo di sei passeggeri nei bus del trasporto pubblico.


Tutto è in continua evoluzione, ma si palesa una certezza: se la curva dei contagi in Argentina dovesse evidenziare una progressione geometrica dalla Casa Rosada arriverebbe l’ordine di prolungare le misure di distanziamento sociale fino a maggio, con minore possibilità di nuove eccezioni per il comparto economico del paese.

L’impatto di pandemia e quarantena sull’economia argentina

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