Anche se lentamente, con indici di crescita più o meno simili a quelli degli altri paesi sudamericani, il coronavirus in Argentina continua la sua preoccupante avanzata. Mentre la popolazione è in quarantena obbligatoria, nelle ultime 24 ore sono 117 i nuovi casi di Covid-19 accertati, portando il totale a 502. Con le due registrate nella giornata di mercoledì 25 marzo, il numero delle vittime è salito a otto dal 7 marzo, giorno in cui c’è stato il primo decesso per coronavirus nel paese.

coronavirus in argentina situazione 26 marzo

La distribuzione dei casi di coronavirus in Argentina rispecchia grossomodo quella della popolazione. Trenta sono i casi nella provincia di Buenos Aires, 22 a Santa Fe, 21 nella città di Buenos Aires, 15 a Córdoba, 12 nel Chaco, 5 a Santa Cruz, 4 a San Luis, 3 a Entre Ríos, 2 a Tucumán e uno a Mendoza, Neuquén e Terra del Fuoco.


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Nel frattempo, le strutture sanitarie del paese si preparano a gestire una possibile situazione di emergenza, che potrebbe creare non poche difficoltà negli ospedali pubblici. A tal fine, tra le altre misure adottate, il ministero della Salute informa che si sono cominciati a sospendere interventi chirurgici programmati che non risultano improrogabili per garantire posti disponibili. Nei nosocomi, inoltre, si procede alla predisposizione delle attrezzature necessarie, compresi respiratori e dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario, oltre al rafforzamento delle risorse umane.


Tra le altre misure adottate dal governo c’è la stop ai voli di rimpatrio degli argentini rimasti bloccati all’estero per la chiusura delle frontiere disposta dalla maggior parte dei paesi, fatta eccezione per gli over 65. “Per adesso i rimpatri sono sospesi”, ha dichiarato il presidente, Alberto Fernández. “Ho dato ordine al ministro degli Esteri di disporre aiuti per gli argentini rimasti all’estero, abbiamo bisogno di tempo per ordinare questa situazione”.

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Secondo le stime dell’esecutivo gli argentini bloccati oltre confine sono circa diecimila e Fernández ritiene che il paese non sia nelle condizioni di riceverli. “Dovranno aspettare un po’, fino a che non consideriamo che siamo in grado di controllare il rischio”.

Nei giorni scorsi il governo aveva autorizzato la compagnia di bandiera Aerolíneas Argentinas al recupero degli argentini all’estero che chiedevano di rientrare in patria. Decine di voli hanno riportato in Argentina oltre diecimila persone.

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