Il coronavirus in Argentina non ferma la sua avanzata nonostante il periodo estivo. Sono 5.031 i nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore monitorate portando il totale dei contagi a 1.867.223 dall’inizio della pandemia. Il numero dei morti è salito a 46.827. Va avanti, però, la campagna di immunizzazione contro il Covid-19 con il vaccino di fabbricazione russa, Sputnik V, avviata il 29 dicembre scorso.

coronavirus in argentina vaccino sputnik v vaccinazione america latina

Le autorità argentine hanno approvato l’uso in emergenza anche dei farmaci Pfizer, AstraZeneca e, con riferimento a quest’ultimo, è l’Argentina a produrre il vaccino per l’intera America Latina in collaborazione col Messico. Nel caso dello Sputnik V, l’autorizzazione è arrivata sulla base della dichiarata efficacia del 91,4 per cento, dato basato sull’analisi di 22.714 volontari.


Al momento, però, sembra puntare tutto sullo Sputnik. Quando il governo di Buenos Aires ha chiuso l’accordo con Mosca, il presidente Alberto Fernández non ha esitato a ringraziare “il governo russo, primo a rispondere con efficacia alle necessità del nostro paese”.


Dopo i dubbi iniziali, l’Argentina ha autorizzato l’uso dello Sputnik per gli over 60. Tra i beneficiari della decisione anche il presidente Fernández e la vicepresidente, Cristina Fernández, che, al pari di altri uomini di Stato, non hanno esitato a mostrasi nel momento della somministrazione. Un gesto che, peraltro, irrompe nelle polemiche che si trascinano da mesi, con l’opposizione macrista scettica dal principio sulla ‘via russa’ alla vaccinazione degli argentini perché considerata influenzata da alleanze politiche.

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Il presidente, Alberto Fernández

Sono, a ogni modo, quasi 280mila gli appartenenti alle categorie di rischio che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino e, pure essendo prevista l’apertura agli altri farmaci approvati, continua l’approvvigionamento dalla Russia. I numeri fanno dell’Argentina l’apripista continentale nel ricorso allo Sputnik.

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La vicepresidente, Cristina Fernández

Al momento, ha ottenuto approvazione in Venezuela, Bolivia e Paraguay e anche da Brasile e Messico dovrebbe arrivare una decisione analoga. Tutti paesi con affinità politiche all’Argentina se non ci fossero Paraguay e Brasile, con governi conservatori.

Fuori dal subcontinente americano, gli altri paesi che, oltre alla Russia, hanno già dato il loro ok al farmaco russo sono Bielorrusia, Serbia, Algeria, Territori palestinesi e Turkmenistan. Il Brasile, peraltro, lo Sputnik V ha già cominciato a produrlo in impianti a Brasilia e Guarulhos, nello stato di San Paolo. Dal canto suo, l’Argentina ha l’aspettativa di ricevere trenta milioni di dosi entro la fine di marzo per concludere il piano vaccinale elaborato lo scorso novembre.

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