Vedere i giovani partire è sempre un colpo al cuore del paese. Davanti all’attuale crisi economica non si può parlare di esodo dall’Argentina, ma che gli expat stiano aumentando è un dato di fatto. Non si sono raggiunti i livelli del post crack del 2001/2002. Da allora, in verità, le partenze degli argentini diretti in Europa, Stati Uniti e, in misura minore, nel resto del Latinoamerica sono una costante. È diffuso il pensiero che “prima o poi scoppia un’altra crisi, qui il futuro è incerto”.

Negli ultimi mesi, però, si registra un maggiore ricorso alle origini. Alcuni dati sono forniti dalla testata argentina Noticias, secondo la quale nel 2018, rispetto all’anno precedente, presso il consolato a Buenos Aires le richieste di passaporto spagnolo sono aumentate del 13,8 per cento e del 4 quelle per il passaporto italiano.

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Non è da meno, l’altra grande ‘etnia’ che compone il popolo argentino. Nel 2018, il consolato generale d’Italia a Buenos Aires ha rilasciato 56.216 passaporti, con un aumento del 4,5 per cento rispetto all’anno precedente e del 22,1 se si considera il 2016. Citato da Noticias, il console italiano Gianluca Guerriero spiega, però, che non è necessariamente da attribuire a un maggiore aumento di richieste ma dipende anche dal miglioramento dei servizi consolari e dei tempi di lavorazione delle pratiche.


Gli spagnoli residenti in Argentina hanno ritirato 29.920 passaporti (26.285 nel 2017, 26.075 nel 2016). Una tendenza che sembra in aumento, considerando che nel solo primo trimestre del 2019 i documenti emessi sono stati 7.239.

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Il primo trimestre del 2019 segna un aumento anche per gli uffici consolari italiani nella capitale argentina: 14.326 passaporti rilasciati con la conseguenza che una tendenza costante nel resto dell’anno porterebbe a un superamento dei numeri del 2018.

Va chiarito, tuttavia, che non sempre la richiesta di passaporto indica una precisa volontà di lasciare il paese. Non sono pochi quelli che, in questi anni, lo hanno richiesto “por las dudas”, cioè tenerlo pronto in caso di necessità, di peggioramento della propria situazione professionale. Vero è anche che non sono pochi gli argentini che, con passaporto italiano, si stabiliscono in Spagna o in altri paesi dell’Unione europea.

Ma ci sono altri numeri che parlano di giovani argentini che vanno via. Li ha diffusi la Ong Defendamos Buenos Aires sulla base di una ricerca condotta nell’area metropolitana della capitale. I dati indicano in 9.200 i giovani – con una età compresa tra i 18 e i 35 anni – che nel solo primo trimestre 2019, hanno lasciato il paese.

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Come spiegano dalla Ong, il dato si riferisce a Capital Federal e alla provincia di Buenos Aires, la parte più popolosa del paese e presa in esame per il rilevamento. “Per questo riteniamo che siano più di 9.200”. Alla base delle partenze, ci sarebbe la crisi del commercio: “In cinquemila negozi di varie dimensioni si sono persi ventimila posti di lavoro. L’80 per cento degli esercizi commerciali che hanno chiuso per la crisi davano lavoro a giovani”.

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Secondo il lavoro di questa Ong, il 90 per cento degli argentini che sono andati via negli ultimi mesi hanno scelto di tentare una nuova vita (in ordine decrescente) a Barcellona, Madrid, Valencia, Berlino, Parigi, Roma, Napoli, Milano, New York, Los Angeles, Sidney, Tel Aviv. Per ragioni socio-economiche, meno prese in considerazione rispetto agli altri anni Messico, Brasile e altri paesi latinoamericani.

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