In Argentina riprende il dibattito sulla depenalizzazione dell’aborto. A livello di opinione pubblica, riflessioni e proposte non si sono mai sopite dall’ultima bocciatura della legge, con il no del senato lo scorso agosto. Accompagnato da numerose manifestazioni di piazza a favore e contro, oggi è stato presentato, per l’ottava volta alla camera dei deputati, un nuovo progetto sulla legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza.

La legislatura è però in dirittura di arrivo, in vista del voto per le presidenziali di ottobre in occasione del quale sarà rinnovata metà della camera e un terzo del senato. Di conseguenza, il nuovo testo presentato non potrà essere discusso prima dell’insediamento del nuovo parlamento. Tuttavia, i promotori faranno di tutto affinché il tema sia oggetto della campagna elettorale chiedendo ai candidati di pronunciarsi apertamente.


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Il nuovo testo sull’aborto non presenta grandi differenze rispetto al precedente. Prevede l’accesso all’interruzione volontaria, sicura e gratuita della gravidanza fino alla 14esima settimana di gestazione. Inoltre, non riconosce al personale medico la possibilità di esercitare obiezione di coscienza, definendo un vero e proprio obbligo della prestazione del servizio sia nelle strutture pubbliche che private entro cinque giorni dalla data della richiesta.


Vengono altresì previste sanzioni a carico di strutture, autorità e personale sanitario che “allungano senza giustificazione i tempi, ostacolano o negano l’intervento nei casi legalmente autorizzati”. Oltre il termine della 14esima settimana di gravidanza continueranno ad avere diritto all’interruzione legale della gravidanza solo le vittime di violenza o in pericolo di vita per circostanze legate alla gravidanza.

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