Resti fossili di un titanosauro di 85 milioni di anni fa sono stati ritrovati nella provincia argentina del Neuquén. La scoperta si deve, per puro caso, alla figlia di una studentessa della facoltà di Geografia della Universidad Nacional del Comahue, all’interno del campus universitario al centro della città di Neuquén.

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Come spiegato da Jorge Calvo, uno dei paleontologi incaricati del recupero e dell’analisi dei resti, si tratta di due vertebre del collo di un esemplare molto grande. Da un “ossicino bianco” come descritto dalla ragazzina, si è arrivati ad accertare che i fossili sono di un titanosaauro di circa 25 metri, un dinosauro erbivoro dal collo lungo molto presente in Patagonia nel periodo cretacico, circa 85 milioni di anni fa.

Il team dei paleontologi ha inoltre spiegato che le parti del titanosauro ritrovate misurano 80 per 90 centimetri e 80 per 80 con un peso di circa 200 chili ciascuna. Il ritrovamento viene considerato importante nonostante si tratti ‘solo’ di due vertebre perché, sebbene parecchio esplorata, nell’area della scoperta non sono mai stati ritrovati resti di animali molto grandi. E questo per gli esperti potrebbe essere fondamentale in termini di conoscenza.

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Nel 2014, nella provincia patagonica di Chubut, un altro ritrovamento casuale – il primo osso notato da un contadino della zona – ha portato alla luce i resti di quello che poi è stato registrato come il dinosauro più grande mai esistito.

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Lungo oltre 40 metri per un peso di 70 tonnellate circa, il Patagotitan mayorum è vissuto circa 95 milioni di anni fa sul suolo dell’attuale Argentina e non a caso è stato battezzato Titano patagonico. Ora, ricostruito, è conservato presso il Museo Egidio Feruglio, di Trelew.

Uno sconosciuto dinosauro con le spine scoperto nella Patagonia argentina. Battezzato Bajadasaurus pronuspinax

Argentina, terra di dinosauri. Ritrovati resti di un Talenkauen Santacrucensis