Passata alla storia come Influenza spagnola, la grande pandemia, tra il 1918 e il 1920, arrivò a infettare 500 milioni di persone. Allora la popolazione mondiale si attestava sui due miliardi e, con tutti i limiti legittimi, gli storici ritengono che abbia ucciso tra cinquanta e cento milioni di persone. A dispetto del nome che fu attribuito, la pandemia ebbe il suo paziente zero negli Stati Uniti, nello stato del Kansas. Di lì la diffusione in tutto il pianeta, raggiungendo anche remote isole del Pacifico. E non risparmiò l’Argentina.

influenza spagnola in argentina 1918 1920 morti

I resoconti storici raccontano che le misure suggerite a protezione della popolazione furono pressoché le stesse di oggi contro il coronavirus, tra lavaggio frequente delle mani, distanziamento sociale, quarantena e mezzi di copertura di bocca e naso. In Argentina l’Influenza spagnola, in linea con l’epoca, arrivò nell’attivissimo porto di Buenos Aires, nel 1918. Erano tempi di un’Argentina florida, terra promessa per i flussi migratori da Europa, Medio oriente e Asia.

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Furono due le ondate epidemiche. La prima si propagò nel nord del paese, tra ottobre e novembre del 1918 insistendo su quel territorio fino all’inverno del 1919 quando cominciò a diffondersi dalla provincia di Salta verso il centro-sud dell’Argentina. Stando alla documentazione delle autorità sanitarie dello Stato, la prima ondata causò 2.237 decessi.

Ma fu la seconda a registrare numeri da apocalisse: 12.760, la maggior parte dei quali nelle province del nord e nella regione occidentale del Cuyo, che corrisponde alle province di Mendoza, San Juan e San Luis. Numeri tuttavia imprecisi, per eccesso o difetto, considerando i tempi.

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Il tasso di mortalità non equilibrato tra le zone del paese dipese dalle diverse condizioni socio-economiche e geografiche delle varie province, permettendo al virus di radicarsi maggiormente in quelle aree meno resistenti alla sua propagazione. Storici ed epidemiologi concordano sulla relazione tra il tasso di mortalità, l’indice di analfabetismo e le aspettative di vita. Non da ultimo, il numero di medici pro capite, decisamente più basso nelle zone che furono maggiormente colpite.

Dengue, l’altro virus che preoccupa l’Argentina. Buenos Aires l’area più colpita

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