Un fatto senza precedenti dalla fine della guerra delle Malvinas, nel 1982. I resti del capitano Luis Darío José Castagnari (grado attribuito post mortem) sono rientrati, mercoledì 5 dicembre, in Argentina, nella sua città di origine, Río Cuarto, in provincia di Córdoba. È la prima volta, in 36 anni, che i resti di un caduto nelle isole contese tornano in patria, con gli onori militari del caso. Con lo stesso volo sono state trasportate tredici placche con i nomi dei caduti recentmente riconosciuti.


Una giornata che tutti i media del paese, di qualsiasi orientamento, hanno descritto come densa di emozione. Se c’è un tema che non divide gli argentini è quello delle Malvinas. Ognuno di quei 649 morti nel conflitto tra Argentina e Regno Unito durato 73 giorni è una storia da raccontare. Come quella di Castagnari, che in questi giorni tutti stanno leggendo con una certa commozione, quasi come una ‘missione compiuta’. Per lui.


Luis Castagnari morì il 29 maggio del 1982 nei pressi di Puerto Argentino. Parlava alla radio mentre un elicottero britannico lanciò un missile diretto all’antenna nel posto di comando. L’ufficiale erà lì, a venti metri, e non ebbe scampo. Dopo la morte l’attribuzione del grado di capitano e una medaglia al valore mlitare. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Stanley dai suoi commilitoni, per essere poi traslato, nel gennaio del 1983, al cimitero argentino di Darwin.

Ora tutti hanno voluto ricordare le sue parole prima di partire per le Malvinas. “Se non torno, voglio che il mio corpo sia sepolto insieme a quello di Gustavito”, disse l’allora tenente alla moglie María Cristina. Si riferiva al loro figlio Gustavo, morto di cancro a soli tre anni. Un desiderio esaudito dopo 36 anni. Ma il ‘viaggio di ritorno’ di Castagnaro non è stato semplice.


Anni di porte chiuse, di ostilità burocratica e di fatto, fino ai buoni uffici di Mark Kent, ambasciatore britannico a Buenos Aires, presso le autorità delle isole. Al quale si è aggiunto l’impegno di Eduardo Eurnekian, amministratore delegato di Corporación América, che si è fatto carico dell’esumazione e del viaggio dei familiari del capitano da Río Cuarto a Isla Soledad.

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