Il 29 ottobre del 1945 veniva messa in vendita la prima penna Bic della storia in un grande magazzino di New York. Prezzo 12,50 dollari. Il marchio della prima e rivoluzionaria penna a sfera fu acquistato durante la guerra dall’italo-francese Marcel Bich. Il barone Bich acquistò il brevetto da un giovane di Budapest: László József Bíró (in Argentina noto come Ladislao José Biro).

L’inventore ungherese, nato nel 1899 in una famiglia ebraica, ebbe una vita tutt’altro che tranquilla. Dopo gli studi in medicina, il giovane László si interessò di ipnosi (pratica molto diffusa negli anni Trenta).


Birò fece fortuna impiegando il suo talento ipnotico per aiutare i medici nel trattamento dei pazienti più difficili. Cessati gli studi si dedicò alle attività più disparate: negli anni venti e trenta, infatti fu pilota di automobili, doganiere, agente di borsa, pittore di quadri surrealisti, scultore e collaboratore del settimanale Avanti. Tra le invenzioni più celebri di Birò, la penna a sfera.

Ebbe l’idea osservando dei bambini giocare con delle biglie: una di queste rotolò dentro una pozzanghera lasciandosi dietro una scia omogenea. Da lì l’intuizione geniale. Laszlo passava le giornate a scrivere ma odiava le macchie lasciate sulle mani dalla stilografica: avrebbe sostituito l’inchiostro liquido con quello più viscoso delle rotative che stampavano i giornali, inserendo una sfera metallica per assicurare la distribuzione omogenea dell’inchiostro.

L’invenzione fu brevettata in Ungheria e Inghilterra. Sul più bello però scoppiò la guerra e Biró, di origini ebraiche, fu costretto a fuggire. Spagna, Francia ed infine in Argentina. Proprio a Buenos Aires László decise di perfezionare la sua invenzione. Venne aiutato da diversi esperti, come Juan Jorge Meyne, con il quale fondò una società e iniziò a produrre penne a sfera (grazie a un commerciante britannico ottennero persino un contratto per una fornitura di trentamila penne al ministero della Difesa britannico).


Ma Biró non si dimostrò un manager capace: i costi di produzione elevati lo costrinsero a cedere il brevetto al barone Bich. Dopo il debutto a New York nel 1945, le fabbriche dell’italo-francese arrivarono a produrre dieci milioni di pezzi al giorno. Dopo la vendita del brevetto Biró trovò lavoro dapprima in una fabbrica di ‘Bic’ e in seguito si dedicò a studiare l’uranio arricchito per il governo argentino. Nel 1985 László Biró moriva a Buenos Aires.

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