Nuovo grave balzo in avanti della povertà in Argentina in uno scenario di crisi economica che continua a divorare la classe media, storico pregio del paese rispetto al resto dell’America Latina. Gli ultimi dati dell’Indec, l’istituto nazionale di statistica, è un ulteriore campanello d’allarme. Nel primo semestre del 2019 la percentuale della popolazione argentina in povertà è salita al 35,4 per cento, quindi ancora in aumento rispetto all’ultima misurazione dei primi di agosto.

povertà in argentina indigenza primo semestre 2019


In termini nominali, i poveri in Argentina sono quasi 16 milioni (15.833.342) e, come precisa lo stesso Indec, è la cifra più alta dell’era Macri. Nel periodo preso in esame (il semestre gennaio/giugno 2019) anche l’indigenza risulta aumentata, attestandosi al 7,7 per cento, un punto in più rispetto al secondo semestre del 2018. Comparando gli stessi periodi, la povertà è cresciuta del 3,4 per cento.

La popolazione più colpita è quella che risiede nelle aree urbane, pari a 14,4 milioni di persone. A livello di incidenza geografica, le regioni più in difficoltà sono il nord-est del paese, dove la povertà raggiunge addirittura il 42,4 per cento, e l’area del nord-ovest, col 39,9. Sotto la media nazionale, invece, la regione del Cuyo (35 per cento), il Gran Buenos Aires (34,8), la Patagonia (28,5).

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L’indice di povertà più alto si registra nella città di Concordia, provincia di Entre Ríos (addirittura 52,9 per cento), seguita da Gran Resistencia (46,9), Santiago el Estero-La Banda (44,8), Salta (41,8), Gran Tucumán-Tafí Viejo (40,4), y Formosa (40,1).


Intanto, proprio nelle ore della pubblicazione dei dati Indec sulla povertà in Argentina, il governo ha promulgato in via definitiva la legge sull’emergenza alimentare, approvato all’unanimità dai due rami del parlamento nei giorni scorsi.

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Il testo – presentato dall’opposizione ma sostenuto anche dalla maggioranza per dare un segnale di compattezza al paese – aumenta del 50 per cento le voci di bilancio destinate ad aiuti sociali, a fronte della grave crisi economica e dell’aumento degli indici di povertà e indigenza.