In Argentina l’11 dicembre si celebra il Día nacional del tango, una giornata dedicata al ballo argentino per eccellenza. Una data scelta perché legata a due tra i più grandi nomi del tango: Carlos Gardel e Julio De Caro. La scelta di quel giorno di dicembre è singolare. Si deve al compositore Ben Molar (all’anagrafe Moisés Smolarchik Brenner).

Era, difatti, l’11 dicembre del 1965 e Molar era diretto alla festa di compleanno di Julio De Caro. Camminando rifletteva su una coincidenza non da poco: lo stesso giorno era nato anche Carlos Gardel. Due immensità del tango che, a suo parere, andavano esaltate nel modo opportuno.



E non perse tempo. Si mise a capo di una iniziativa presentando la proposta alla segreteria culturale della Città di Buenos Aires: dichiarare l’11 dicembre Día nacional del tango. Fondazioni, accademie, compagini di editori e scrittori e della cultura: furono numerose le entità che diedero sostegno all’idea di Molar. Tuttavia, furono necessari dodici anni di attesa. Il 29 novembre del 1977 e il 19 dicembre dello stesso anno un decreto della Città autonoma e un decreto nazionale istituirono finalmente il Día nacional del tango.

Julio De Caro, nato a Buenos Aires l’11 dicembre del 1899 (morto nel 1980), era un violinista, direttore d’orchestra e compositore di tango. Nel 1924 fondò il suo celebre sestetto dando vita a un nuovo stile di tango passato alla storia come “la escuela decareana”.


Di Carlos Gardel restano ancora un mistero il luogo e l’anno di nascita: forse a Tolosa nel 1890 o a Tacuarembó, Uruguay, nel 1887. Moriva nel 1935 a Medellín il 24 giugno del 1935 in un incidente aereo. Nonostante i natali era argentino, avendo vissuto a Buenos Aires dalla sua infanzia fino all’ottenimento della cittadinanza nel 1923. È stato il massimo esponente del tango cantato.

Era proprio questa la riflessione di Molar: uno la musica, l’altro il canto. Una sintesi perfetta che viene ricordata ogni anno l’11 dicembre in Argentina ma anche nel resto del mondo tra gli appassionati di tango.

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