Non è una novità che si parli di nazisti in Argentina, tra leggende e casi accertati. Tra i casi più noti, quello di Adolf Eichmann, rifugiatosi nel paese sudamericano alla fine della Seconda guerra mondiale, poi scovato e arrestato dagli agenti dell’intelligence israeliana. Anche il Gran Hotel Viena, nella località di Miramar de Ansenuza, in provincia di Córdoba, è uno di quei luoghi che continua ad alimentare strane narrazioni.

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Si trova a meno di 200 chilometri dalla capitale provinciale Córdoba sulla laguna di Mar Chiquita. La costruzione del Gran Hotel Viena cominciò nel 1940, finanziato da immigrati tedeschi, molto presenti in quella provincia, per essere ultimata solo nel 1945. Questo grande albergo, però, ebbe vita breve. Ragioni sindacali e politiche portarono alla sua chiusura già nel 1947.


Erano anni particolari della storia mondiale, caratterizzati anche dalla grande fuga degli uomini del regime nazista anche in Argentina. Come noto, il presidente Juan Domingo Perón, salito al potere il 4 giugno del 1946, non ne ostacolò l’ingresso nel paese. Secondo gli abitanti della zona, in quei due anni il Gran Hotel Viena ne ospitò parecchi, con famiglie al seguito.


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E c’è chi, ovviamente mai accertato dagli storici, assicura che tra questi c’era anche Adolf Hitler. Nel corso degli anni, ed è tuttora così, diverse sono le teorie che vorrebbero l’ex capo della Germania nazista rifugiatosi e morto in Sudamerica: chi sostiene Brasile, chi Paraguay e chi Argentina.

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La fantasia di Hitler ospite del Gran Hotel Viena è nata dalle dichiarazioni di una guida, Patricia Zárate, che accompagnava i turisti nella zona. Alla stampa argentina raccontò di un uomo apparso nella notte, vestito come il dittatore, insieme a una donna.

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“Mi disse che la sua famiglia era stata perseguitata dai nazisti. Lui rimase in silenzio. Poi venne fuori che era figlio di un ufficiale delle SS. Sono venuti un paio di volte, si fermava in auto davanti all’albergo. Mi disse che era lì perché voleva sentirsi vicino allo spirito di Hitler, poi non è più venuto”, è il racconto della donna.


Nel 1962, il Gran Hotel Viena riuscì a riaprire al pubblico, ma solo parzialmente. Non tutta la struttura fu difatti rimessa in sesto. Poi la chiusura definitiva negli anni Settanta dopo gravi inondazioni e atti di vandalismo e saccheggio. In diverse occasioni è stato occupato da famiglie senza un tetto fino a quando l’immobile è passato nella titolarità del comune e attualmente è utilizzato come spazio espositivo ‘Museo Gran Hotel Viena‘ gestito da una associazione e per eventi.

Ad arricchire i misteri del Gran Hotel Viena sono i racconti degli ex impiegati che hanno più volte riferito di strani rumori, passi, tintinnio di chiavi che aprivano porte. Fantasmi, insomma. Ugualmente, strane ombre e figure umane che comparivano dal nulla per qualche istante per poi dissolversi. I racconti ruotano soprattutto attorno alla stanza numero 106.

La foto di Guillermo Ripa

Nella cronaca recente quel vecchio edificio è tornato nella cronaca. Guillermo Ripa, un turista argentino proveniente dalla provincia di Santa Fe, ha mostrato una foto che sostiene di avere scattato proprio nel Gran Hotel Viena nell’estate del 2020. Ovviamente destinatario di critiche e scetticismo, ha dichiarato di essersi spinto proprio nella stanza 106. E che ci tornerà.

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