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La Payunia, il deserto nero di Mendoza. La meraviglia argentina creata dagli oltre 800 vulcani

La Payunia è una riserva naturale nella provincia di Mendoza, caratterizzata dalla quasi unicità del paesaggio che offre, essendo una delle regioni con maggiore presenza di vulcani, oltre ottocento. La peculiarità del luogo sono le sue pianure di lava con coni vulcanici tra i quali primeggia il Payún Matrú. Colate di basalto e rocce piroclastiche di diversi colori danno vita a un paesaggio quasi lunare.

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Raggiungibile dopo aver percorso la nota Ruta 40, per poi immettersi sulla provinciale 186, è visitabile tutto l’anno ma è la classica meta non per tutti: le visite sono organizzate solo con guide autorizzate dall’ente turismo di Malargüe, il centro abitato più vicino. Nell’area de La Payunia si organizzano attività di trekking, cavalcate, safari fotografici, animal watching, traversate in 4×4.

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Per il suo particolare valore geologico e paesaggistico, La Payunia è stata dichiarata riserva naturale protetta, su una estensione che raggiunge i 450mila ettari. È un’area di suggestiva bellezza e, tra il vulcano Payún Liso e le Pampas Negras, ricrea la sensazione di scoprire una delle fasi delle origini della Terra.

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Il paesaggio è il risultato delle intense attività vulcaniche, a tratti impervio, soprattutto nelle vicinanze del vulcano Payún Matrú. Muovendosi verso sud, tra lo stesso Payún Matrú e il Río Grande, ci si trova nell’area con i vulcani minori.

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La lava molto frammentata ha creato una delle principali caratteristiche de La Payunia, uno spettacolare deserto di sabbia nera, per questo denominato Pampas Negras. Il suolo è disseminato di piroclasti che da quelle parti chiamano ‘bombe vulcaniche’, cioè pezzi di lava che passando dallo stato liquido a quello solido dopo il raffreddamento hanno dato vita a rocce dalla forme più curiose.

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Tra gli oltre ottocento vulcani presenti nella riserva, oltre al Payún Matrú (3.680 metri), si impone il Payún Liso con i suoi 3.715 metri e un cratere dal diametro di 400 metri per una profondità di novanta.

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Merita anche tentare un ìincontro’ con gli animali. Delle settanta specie registate nella riserva de La Payunia, 37 sono considerate ad alta probabilità di avvistamento. La fauna è davvero varia: dalla rana dai quattro occhi, a condor, puma, aquila mora (una specie autoctona), avvoltoio dal collo rosso, volpe grigia, guanaco. A ogni modo – e per fortuna – l’avvicinamento agli animali è controllato, considerando la vulnerabilità di quelle specie e la necessità di proteggerle.

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