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Le strade del vino argentino: alla scoperta della Valle de Uco


L’Argentina, è ormai noto, è patria di vini eccellenti. Tuttavia, se la regione vitivinicola di riferimento è quella del malbec, bisogna dire che non è certo l’unica. C’è infatti, a un’ora a sud di Mendoza, una valle percorsa da giovani filari di viti. È la Valle de Uco che, oltre a ottimi ristoranti, offre lussuosi alberghi e una vista mozzafiato sulle Ande, prodotti da scoprire (e da bere) che provano come la coltivazione di viti ad alta quota porti a dei ricchi ed eleganti risultati.

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Il momento dell’anno più indicato per intraprendere il viaggio (basta percorrere 80 Km della celebre e incantevole Ruta 40 da Mendoza) è senza dubbio quello della vendemmia o ‘cosecha’, che inizia alla fine di febbraio e continua fino ad aprile inoltrato.

Scegliere quali cantine visitare una volta arrivati nella Valle de Uco è più difficile di quanto sembri: ci sono così tanti produttori che vale la pena di andare a conoscere e inserirli tutti in un solo itinerario potrebbe risultare complicato. È imperdibile il Clos de los Siete (Gruppo dei Sette), una mini-cooperativa che vede riunirsi alcuni dei viticoltori pionieri della Valle de Uco.



Le prime da visitare potrebbero essere DiamAndes e Monteviejo: le location sembrano essere scaturite dai sogni di un architetto e i vini non hanno nulla da invidiare a quelli che si possono trovare nei più noti distretti enologici di Francia e Italia. Il Grande Chardonnay di DiamAndes, un prodotto complesso e ben bilanciato, è un perfetto esempio delle potenzialità dei bianchi della zona.



Non è da meno il Lindaflor La Violeta Malbec di Monteviejo, che raggiunge le vette di complessità e struttura della sua categoria. Meritevoli di una sosta sono anche SuperUco, la cantina biodinamica più importante della zona; Andeluna, che, oltre agli ottimi vini, offre uno splendido ristorante con cucina all’aperto; Salentein, caratterizzato da una spettacolare struttura architettonica e una meravigliosa collezione artistica: e Solo Contigo, una piccola cantina da scoprire che produce volumi da boutique. La Valle de Uco offre anche un’ottima cucina per rifocillarsi tra una degustazione e l’altra.



Quasi tutte le cantine hanno la loro cucina aperta per pranzo e i ristoranti di diversi alberghi, come The Vines e Casa de Uco, sono aperti per cena. Sono molto raccomandate per pranzo le cantine Monteviejo e Andeluna. Merita di vedersi dedicare un pasto anche i Siete Fuegos di Francis Mallmann, dove sono impiegate sette diverse tecniche di cucina flambé per servire il miglior asado della zona. Sebbene Netfilx, dedicando a Malmann una puntata di Chef’s Table, lo abbia consegnato alla fama mondiale, non è troppo difficile aggiudicarsi un tavolo nel suo ristorante.

Ma quali bottiglie portare a casa? Sicuramente non si può sbagliare con una bottiglia di malbec o cabernet sauvignon, che sono tra i vitigni più gettonati del paese. Tuttavia, la Valle de Uco si contraddistingue per la sua continua evoluzione e ricerca, che ha portato la regione a puntare su rossi come il Barbera, Bonarda e Tempranillo e su bianchi stupendamente bilanciati come Semillón, Torrontés, Pedro Ximénez, e Ugni Blanc.